Eremi

 

Eremo di San Bartolomeo - Abbateggio
Eremo di Santo Spirito a Maiella - Abbateggio

 

Eremo di San Bartolomeo in Legio - Abbateggio


 

    Foto: Mario Di Martino

Nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, nel Vallone di Santo Spirito, incastonato su una parete di roccia, in mezzo a una natura intatta e superba, a 600 metri di quota, si erge l’Eremo di S. Bartolomeo in Legio. Costruito nel XIII secolo da Pietro da Morrone, sulle rovine di una costruzione già esistente, l’eremo voluto da papa Celestino V, si sviluppa sotto un enorme tetto di roccia di circa 50 metri. Il complesso è interamente realizzato in pietra ed è perfettamente mimetizzato con l’ambiente circostante. L’accesso all’eremo è caratterizzato da un’apertura nel tetto della balconata rocciosa. All'interno, la chiesetta è ricavata nella roccia naturale, che le fa da soffitto, pavimento e muro laterale sinistro, mentre soltanto la parete destra risulta edificata da mano umana. Sopra l'altare domina una nicchia che ospita la statua policromata di San Bartolomeo, intagliata in legno di fico. La statuetta ottocentesca è fatta oggetto di venerazione: ogni anno, la mattina del 25 agosto, i fedeli rinnovano un suggestivo rituale, andando ad attingere sul fondo del vallone l'acqua sorgiva a cui si attribuiscono particolari poteri curativi.

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Eremo di Santo Spirito a Maiella - Abbateggio

 

    Foto: Mario Di Martino

Incastonato nella roccia, il complesso presenta una chiesetta e un monastero che rappresentano superbe opere dell’uomo che ha saputo sfruttare e utilizzare tutto ciò che la natura offriva. Si possono ammirare: corridoi, gradinate, logge, viottoli che conducono sul fianco o al culmine della rupe fino alla cappellina e alla semplice cella dove Celestino V visse in preghiera e solitudine. Fu, infatti, prorpio Pietro Angeleri (il futuro Papa Celestino V) a volere ristrutturare nel 1244 questa primitiva costruzione risalente al IX sec. La chiesetta fu trasformata nel ‘500 e successivamente restaurata. Il monastero, che incominciò a decadere dopo il 1809, fu devastato da un incendio nel 1820. I restauri riportarono la chiesetta al suo carattere primitivo. La Chiesa presenta un interno ad unica navatella, ornato da sculture, particolari architettonici e pitture di pregio; il portale è in pietra con particolari classici.

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