Gran Sasso
Maiella

Il Gran Sasso è la montagna d’Abruzzo per eccellenza: la maestosità di vette primordiali che dominano il paesaggio circostante, i colli e la pianura, l’asperità di ripide pareti e creste dirupate, la forza e la gigantesca potenza della natura, che culmina nei 2912 metri del Corno Grande e si espande nelle cime del lungo complesso montuoso. E’ il regno delle nevi perenni, delle rocce e del vento. La storia geologica, l’orientamento geografico, la composizione chimica del suolo ed il clima, sono tutti elementi che favoriscono la ricchezza floristica e vegetazionale del Gran Sasso. La natura calcarea delle rocce favorisce la presenza di fenomeni carsici come conche, gole e grotte. La montagna, oltre che dall’acqua e dagli altri agenti atmosferici, è stata modellata dagli antichi ghiacciai ormai scomparsi.
Torna SU

“Montagna madre”: così viene identificata la Maiella nell’immaginario degli Abruzzesi, per la sua morfologia tondeggiante simile a una mammella. Tra le tante leggende che si tramandano sull’origine del suo nome, in particolare affascina la narrazione della triste vicenda di Maia, guerriera gigantesca fuggita dalla Frigia col suo bellissimo figlio, ferito in battaglia, verso occidente dove c’era il Monte Paleno, ricco di erbe medicinali. Giunta a destinazione, Maia si rifugia tra le selve e i dirupi della montagna per timore di essere raggiunta dai nemici e per curare amorevolmente il giovane gigante. Una volta arrivati, però, trovano il Monte ancora coperto di neve e quindi sprovvisto della pianta desiderata, poco dopo infatti il giovane muore e Maia, sconvolta dal dolore, prima lo seppellisce sulla Maiella e poi vaga in preda all’angoscia, scossa da un pianto irrefrenabile fino a che, prostrata e affranta, anche lei esala l’ultimo respiro. Adornata delle più ricche vesti, di fiori ed erbe aromatiche, di vasi di prezioso metallo viene sepolta sulla montagna, che da quel momento, in suo onore e ricordo, prende il nome di Maiella. Terra di eremiti, di pastori e di agricoltori, la Maiella è stata per lungo tempo dominio anche di banditi o di briganti. Ortograficamente la Maiella ha la forma di una grande cupola ellittica a morfologia ondulata con l’asse maggiore in direzione Nord-Sud lungo all’incirca 30 Km, il minore di circa 12 Km ed un perimetro di quasi 90 Km. A chi la osserva da lontano la Maiella si staglia compatta, con molte vette che superano i 2000 m. Con i suoi 2793 m., rappresenta la seconda elevazione dell’intero Appennino. E’ proprio al lavoro incessante della natura, alle volte potente, alle volte delicato come quello dello scultore che il paesaggio deve il suo ringraziamento: esso può essere aspro e selvaggio, ed evidente è il fenomeno carsico sia a livello di erosioni superficiali che di fenomeni ipogei con la presenza di numerose grotte, ma anche dolce e mite con i suoi profondi valloni, le doline, i vasti altipiani d’alta quota.
Torna SU
Foto: Mario Di Martino