Itinerari artistici e religiosi

Itinerario nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
Sulle tracce degli Italici
Itinerario nel Parco Nazionale della Maiella

 

Itinerario nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga

Alla scoperta di Castiglione a Casauria, Corvara e Villa Celiera, un itinerario che spazia tra paesaggi inviolati, attrattive naturali del territorio, grotte, parchi, gioielli di storia, arte e cultura, che rappresenterà un’indimenticabile esperienza ricca di emozioni.

Castiglione a Casauria si allunga sulla sinistra del fiume Pescara a 350 m. sul livello del mare, nell’alta Val Pescara. Antica sede e possesso dell’abbazia di San Clemente, il paese vanta indubbie valenze paesaggistiche e storico-religiose. Sovrastata dai maestosi picchi del Gran Sasso, l’abbazia di San Clemente a Casauria rappresenta una tappa irrinunciabile per gli appassionati di storia, arte e religione. Sorta su un tempio romano, più volte rovinata e parzialmente ricostruita: oggi del complesso abbaziale, solo la chiesa, romano-gotica, appare quasi integra. Un bellissimo portico, con pilastri dai capitelli scolpiti, conduce alla chiesa a tre navate con abside semicircolare. Il pulpito è splendidamente ornato, mentre l’altare maggiore è costituito da un sarcofago paleocristiano. Nel territorio di Castiglione a Casauria, oltre all’Abbazia di San Clemente sorgono altre chiese che hanno mantenuto una importante funzione liturgica e uno stretto legame con la vita del paese, come la chiesa parrocchiale di San Rocco, risalente al 1600 circa, la chiesa di San Francesco e la chiesa Madonna della Croce, che conserva al suo interno una pittura di Crescenzo Corvi del 1800. Di particolare interesse storico-architettonico è il castello De Petris-Fraggianni, nel centro storico del paese.

Da Castiglione a Casauria, attraverso una strada che si inerpica all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, tra corsi d’acqua e colline verdeggianti, abbarbicato alle pendici del Monte Aquiliae troviamo il piccolo borgo medievale di Corvara, ricco di grotte e anfratti, un labirinto di viuzze ciottolate e di case in pietra dove il tempo sembra essersi fermato. In ogni angolo si respira il fascino antico della pietra ancora calda che continua a raccontare un passato ricco di storia e tradizioni che si conservano e tramandano. La Consulta per il turismo dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani, ha incluso Corvara nel gruppo dei 370 “Borghi più belli d’Italia”, ritenendolo centro di antico pregio storico, fra i più rappresentativi del medioevo abruzzese, con un patrimonio storico-culturale da salvaguardare. Irrinunciabile per il turista appassionato di storia e sensibile alle bellezze artistico-architettoniche la visita alla ex Chiesa medievale di Santa Maria di Costantinopoli, con pietre a vista, capriate in legno e portale di tradizione casauriense. Sempre nel territorio di Corvara, per chi ama immergersi in una natura selvaggia e incontaminata c’è l’Oasi WWF di Forca di Penne che ospita un Centro ornitologico dove si possono ammirare l’Aquila, il Falco pellegrino, il Gheppio, lo Sparviero, la Poiana, l’Allocco, il Barbagianni, l’Averla piccola, il Codirosso spazzacamino e il Picchio verde. Da Corvara ci si può inoltrare su sentieri e stradine che portano a scoprire i paesaggi più belli e romantici del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un percorso, ad esempio, si snoda sulle pietraie, in un paesaggio unico, dal quale si gode una vista incomparabile su tutta la Val Pescara, oppure, un altro sentiero, ripercorre il famoso “tratturo regio” o “tratturo magno”, antica via della transumanza.

Proseguendo attraverso un paesaggio montano unico, tra borghi tradizionali e ampi altipiani si raggiunge Villa Celiera, arroccato su una lingua di roccia, a 714 metri sul livello del mare. Alle spalle, si stagliano i monti, mentre sul versante di fronte s’apre l’ampia vallata che da un lato sconfina nei monti azzurri della Maiella e dall’altro si perde nell’incontro con il mare all’orizzonte. Tra i vicoli del piccolo paese, con le case in pietra aggrappate le une alle altre e separate da strette stradine, si avverte l’accoglienza festosa e la genuina ospitalità dei suoi abitanti. In uno scenario suggestivo si possono ammirare i resti dell’abbazia cistercense di Santa Maria Casanova risalente al 1091: mura, archi e colonnati diroccati, vestigia di un antico splendore. Per gli amanti della natura, nel territorio di Villa Celiera è possibile visitare la Riserva Naturale “Voltigno e Valle d’Angri” dove si possono incontrare molte delle specie animali e vegetali che popolano il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, al cui interno essa ricade interamente. Innanzitutto l’intera fascia di faggeta in cui si trovano anche diverse specie di fiori, come gigli rossi e martagoni, anemoni e la Belladonna, le peonie e numerose specie di orchidee. Oltre ai camosci e ai lupi, anche i cervi, l’orso bruno, la lepre, il tasso e la volpe sono frequentatori abituali della Riserva. Dal centro del paese è poi possibile raggiungere in pochi minuti la Valle del Voltigno, una stupenda conca montana nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, che offre ai visitatori i caratteristici e suggestivi scorci delle valli montane, per piacevoli e rilassanti passeggiate. Costellato da una serie di doline e limpidissimi laghetti, il Voltigno può essere attraversato anche a cavallo o con la bici, seguendo bei sentieri attrezzati che conducono a Campo Imperatore, al Monte Meta, al Monte Capo di Serre e al Monte Cappucciata. Per un escursionista più sportivo ed audace, in località Cima delle Scalate, sono attrezzate alcune vie per l’arrampicata sportiva, mentre durante la stagione invernale, quando abbondanti nevicate lo ricoprono, è avvincente percorrere il Voltigno sugli sci di fondo.

                                                                                                        Torna SU

Sulle tracce degli Italici...

Alla scoperta di Moscufo, Collecorvino e Civitaquana, tra prati e fertili colline rigogliose circondate dalle maestose cime del Gran Sasso e della Maiella….

Anche se non ci fossero i vigneti e gli uliveti che ne modellano i rilievi, anche se non producesse alcuni fra i più pregiati vini ed olii extra vergine d’oliva del mondo, frutto di una selettiva produzione di qualità, l’area Vestina sarebbe comunque un luogo unico ed irripetibile, con i paesi adagiati su balconi di colline affacciate sul Gran Sasso e sulla Maiella ed aperte vero il mare. Moscufo è uno dei volti più caratteristici dell’area Vestina, da sempre famoso per la produzione di un’eccellente olio d’oliva, conserva il tipico assetto di borgo rurale. Adagiato su un colle che domina la Val di Tavo, agli occhi del visitatore, il territorio di Moscufo mostra l’alternarsi di uliveti, frutteti e vigneti che disegnano e colorano il paesaggio e trasmette un senso di profonda armonia, l’amore dell’uomo per la terra e per il proprio lavoro, il rispetto per la natura e per la propria storia. L’insediamento urbano era già presente sotto il dominio del popolo degli italici. Nel centro storico del paese si possono ammirare, quale testimonianza di un prestigioso passato, il settecentesco palazzo De Ferri in laterizio con portale di pietra e finestre incorniciate, la cappella di S. Antonio, la chiesa parrocchiale di S. Cristoforo, di stile barocco, che presenta una caratteristica pianta ovale con copertura a volta e la famosissima Abbazia di Santa Maria del Lago, costruita nella prima metà del XII secolo, sorge a circa 800 metri dal centro abitato. Non solo una terra ricca di prodotti e tradizioni gastronomiche, ma anche una terra ricca di preziose risorse naturali come testimonia la presenza di una sorgente di acqua sulfurea che sgorga a 40°C, in contrada Sterpara dei Santi, e che vanta preziose qualità per la cura di malattie ed infezioni dermatologiche. 

Nel cuore dell’area Vestina sorge Collecorvino, caratteristico borgo medievale il cui lontano passato si respira ancora tra i vicoli lastricati a mattoni che convergono compatti nella piazza principale e nell’antico fortilizio, ora in parte abbattuto in parte trasformato in abitazione. La fede antica di questo paese traspare attraverso i tanti tesori artistici che lo costellano: dal convento di San Patrignano Abate, di origine benedettina ma ristrutturato a partire dal 1603 per opera dei Francescani, alla chiesa di San Patrignano con facciata dai caratteri barocchi, dalla chiesa di San Rocco con facciata rinascimentale con lesene doriche ed archi ciechi, alla chiesa di Sant'Andrea di cui si ha notizia già nell'866 come risulta dagli annuali benedettini, fondata dai monaci di Casauria fu completamente trasformata in epoca barocca. L’incanto del profumo delle colline e delle campagne coltivate, il sapore senza eguali di olii d’oliva di altissima qualità e l’aroma fruttato di vini di pregiatissima qualità, oltre alla cordiale ospitalità della gente rendono questa terra ricca di autentiche e genuine prelibatezze gastronomiche a cui nessun visitatore riesce a resistere.

Adagiata su un’alta collina, protesa verso la Maiella da cui domina la Valle della Nora, si distende Civitaquana, che la leggenda e i recenti ritrovamenti archeologici vogliono antica città romana. L’alone leggendario che circonda le origini di Civitaquana insieme alla sua posizione privilegiata, tra dolci pendii e affascinanti panorami la rendono meta irresistibile agli occhi di un visitatore appassionato di storia e natura. Il centro abitato è ricco di grande fascino con l’antico palazzo baronale Fieramosca, in stile “liberty” tardorinascimentale e la chiesa di S. Maria delle Grazie del XII sec. con facciata restaurata, tipica espressione dell’architettura lombarda. La torre campanaria vanta una zona inferiore risalente al 1465 mentre la parte superiore risale al Settecento.

                                                                                                                                             Torna SU

Itinerario nel Parco Nazionale della Maiella

Nel cuore del Parco Nazionale della Maiella, immerso in un ambiente naturale di grande pregio, vicino la Valle Giumentina, noto bacino lacustre del periodo paleolitico, attraversato da placidi torrenti, in mezzo a una natura intatta e superba, sorge Abbateggio, un piccolo centro pedemontano a 450 m sul livello del mare. Le case in pietra bianca che si stagliano superbe sullo sfondo delle verdi colline circostanti hanno contribuito a rendere Abbateggio noto come “paese-presepe”. Il paese custodisce antiche e preziose testimonianze artistiche come la Chiesa di S. Lorenzo, che risale al 1600, con un portale di stile quattrocentesco, un interno di stile barocco con rosoni e stucchi e una statua lignea del santo. Poco distante dal centro storico si può visitare il Santuario della Madonna dell’Elcina, autentica testimonianza della profonda spiritualità che permea questi luoghi, che conserva la statua della Vergine in terracotta dipinta e sotto l’altare il tronco residuale dell’elce sul quale apparve la Madonna alla fine del XV sec. La Maiella, per la sua natura solitaria e selvaggia, ha sempre rappresentato un luogo privilegiato per la vita ascetica e contemplativa, ne sono testimonianza gli splendidi Eremi di San Bartolomeo di Legio e di S. Spirito a Maiella, incastonati tra le rocce e facilmente raggiungibili da Abbateggio, sono tra i momenti più suggestivi della visita al paese. L’eremo di San Bartolomeo sorge a 600 metri di quota, incastonato sotto una parete rocciosa, che gli conferisce un fascino ancestrale, di origine anteriore al Mille, fu ricostruito nel Duecento per iniziativa di Frà Pietro Angeleri, il futuro Papa Celestino V, che vi si stabilì tra il 1274 e il 1276. Non lontano sorge l’eremo di Santo Spirito, poco oltre i 1000 metri sul livello del mare, circondato da fittissime faggete, tra bosco e rocce. Il ritrovamento di tracce di un insediamento preistorico del periodo paleolitico nella Valle Giumentina insieme alla presenza delle cosiddette “capanne a tholos”, costituiscono un’attrattiva irresistibile per chi ama il contatto con una natura quasi inviolata, un’occasione unica per comprendere quanto le sorti del territorio siano state condizionate da vicende storiche, economiche e religiose. Le capanne a tholos sono capanne in pietra a secco, di forma circolare e coperte a cupola, testimonianza della pastorizia transumante, antica pratica che ha caratterizzato la vita sociale ed economica della Maiella.

Foto: Mario Di Martino

 

                                                                                                        Torna SU